Con la vittoria del “sì” al Referendum sul taglio dei parlamentari si delinea un nuovo scenario. Vediamo insieme cosa cambia con l’approvazione di questa legge.

Cosa cambia con la vittoria del “Sì” al Referendum per il taglio dei parlamentari?

Una volta terminato lo spoglio dei voti i risultati definiti del Referendum dello scorso 20 Settembre hanno indicato che la riforma è stata approvata con il 69,64% dei voti.
Il Referendum, che ricordiamo era di tipo confermativo, permetterà così di modificare alcuni articoli della Costituzione e, soprattutto, darà il via a partire dalla prossima legislatura al taglio di 345 parlamentari tra Camera e Senato.
Si tratta senza dubbio di un grandissimo cambiamento per il nostro Paese il quale si trova però adesso ad affrontare la sfida più difficile: trovare un nuovo equilibrio con una nuova legge elettorale.

Il referendum sul taglio dei parlamentari

Nella storia della Repubblica Italiana questo sul taglio dei parlamentari è stato il quarto referendum confermativo di sempre. Dopo l’approvazione definitiva della riforma in data 8 ottobre 2019, il ricorso alla consultazione è stata reso necessario dopo la richiesta da parte di 71 senatori.
Votando Sì l’elettore ha espresso la sua opinione in favore della conferma della riforma varata dal Parlamento, che ora ha ricevuto il suo via libera definitivo.
Nel dettaglio la riforma prevede il taglio di 345 parlamentari, a partire dalla prossima legislatura, così distribuito: 115 senatori e 230 deputati in meno, con il Senato che così passerebbe a 200 seggi elettivi e la Camera a 400.

Cosa cambia con la vittoria del Sì?

Con la vittoria del Sì al referendum come prima cosa, alle prossime consultazioni, si eleggeranno 200 senatori e 400 deputati, per un totale di 345 parlamentari in meno rispetto all’attuale legislatura. Un taglio delle poltrone che permetterà di avere alcuni risparmi sulla spesa pubblica, elemento su cui ha puntato il Movimento 5 Stelle nella sua campagna elettorale a favore del Sì.
Stando al Movimento 5 Stelle questo comporterebbe un risparmio calcolato a 100 milioni l’anno, anche se per Carlo Cottarelli il saldo reale sarebbe di 57 milioni perché bisognerebbe considerare lo stipendio netto e non quello lordo dei parlamentari in meno.
Un effetto immediato con la vittoria del Sì ci sarà per quel che riguarda la legge elettorale. Il sistema elettorale vigente infatti, il Rosatellum, dovrà essere modificato con la sforbiciata visto che andrebbero ridisegnati i collegi elettorali.
L’intenzione del governo sembrerebbe però essere quella di realizzare una legge elettorale tutta nuova, con il Brescellum partorito dai giallorossi che approderà alla Camera a fine settembre poco dopo il referendum.