I computer hanno totalmente rivoluzionato le nostre vite da almeno 20 anni a questa parte. Tutto merito di un nome forse poco noto ai più, quello di Alphabet, società capogruppo di Google, i cui introiti sono aumentati in maniera vertiginosa soprattutto negli ultimi tempi. La vendita di pubblicità digitali, ha portato Alphabet a ricavare più di 50 miliardi di dollari solo nell’ultimo anno, più di un terzo rispetto ai 12 mesi precedenti. Google Search ha prodotto quasi 32 miliardi di dollari, YouTube si è fermato a 6 miliardi, Google Cloud ha conosciuto un incremento di circa il 50%. Nel complesso, si parla di una capitalizzazione di circa 1.500 miliardi di dollari, dietro alla multinazionale statunitense Apple.

Mentre Amazon continua nella sua grande espansione, Apple percepisce 850.000 dollari al minuto, il doppio di Alphabet. Ancora più sotto nella classifica dei ricconi della tecnologia c’è Microsoft con 327.000 dollari ogni 60 secondi. Occhio anche ai social: Facebook supera i 213.000 dollari al minuto. La vendita internazionale è chiaramente il punto forte di Apple. In Europa il mercato è cresciuto del 56% nell’ultimo periodo. Basti pensare che il ricavo generato dai soli iPhone, gioiellino di punta della casa, è incrementato del 65%. Quello degli iPad, invece, è aumentato del 79%. Stiamo parlando di prodotti che ormai si trovano nelle case di tutti, anche in più unità.

Il consiglio di amministrazione della “mela” ha voluto autorizzare di recente un aumento di 90 miliardi di dollari al programma di riacquisto di azioni. Sono stati restituiti più di 20 miliardi di dollari agli azionisti, sotto forma di dividendi e riacquisto di azioni. Forse agli occhi di tanti potrà sembrare assurdo, ma Apple presenta anche grandissimi debiti, che sfiorano i 120 miliardi di dollari, mentre la liquidità netta è di 83 miliardi. Si prevede che nel prossimo futuro i ricavi aumentino sensibilmente.

Anche chi è poco avvezzo alle dinamiche dell’economia può comprendere la differenza concettuale con Google. Le Google properties revenues, relative in senso stretto al motore di ricerca, ammontano a 78 miliardi di dollari, mentre le Google Network Members properties revenues, legata ai ricavi pubblicitari di Adsense, sono pari 17 miliardi e mezzo. Google è stato abituato a reinventarsi nel tempo, diversificando gli investimenti. Negli ultimi anni la vendita delle app e dei contenuti digitali ha dato una bella mano alla “grande G”.

Proprio gli store come Google Play sono ormai al centro delle attività più comuni dell’utenza, comprese le operazioni quotidiane. Al giorno d’oggi esiste praticamente un’app per ogni cosa: che si voglia leggere, svolgere esercizio fisico o semplicemente giocare, il web viene sempre incontro al consumatore. Google ha posto grande attenzione soprattutto ai videogiochi, come dimostrato dall’esperimento – in parte fallito – di Google Stadia. L’intrattenimento, comunque, non manca. Anche il mondo dei giochi punta ad espandersi. Il casinò attivo online si è rinnovato in continuazione e il parco titoli abbraccia una miriade di generi, per cui appare alquanto improbabile che chi adopera uno smartphone non riesca a trovare un’applicazione di giochi di proprio gradimento, anche se sviluppata da aziende minori. A comandare il mondo della tecnologia ci sono comunque dei veri e propri colossi, dai fatturati già spaventosi, che potrebbero ancora lievitare.