La mammografia è un esame radiografico che permette di esaminare il tessuto mammario al suo interno. Cerchiamo di scoprirne di più.

Cos’è la mammografia

Come abbiamo detto, la mammografia è un esame radiografico che permette di esaminare il tessuto mammario al suo interno. Come tutte le radiografie, implica l’esposizione della parte indagata a piccole dosi di radiazioni ionizzanti, i raggi X, in grado di rilevare alterazioni patologiche.

Si parla di:

  • mammografia clinica o diagnostica quando è utilizzata per diagnosticare la natura benigna o maligna di un nodulo o di qualsiasi altra anomalia della mammella o del capezzolo rilevata dal medico o dalla donna stessa.
  • mammografia di screening quando l’esame viene effettuato in larga scala su popolazione sana al fine di rilevare neoplasie in fase ancora non manifesta.

Come prepararsi per questo esame

La mammografia viene eseguita in regime ambulatoriale e non necessita di alcun tipo di preparazione. Si consiglia di non applicare il giorno stesso dell’esame – sotto le braccia o sul seno – deodoranti, lozioni e, soprattutto, talco perché può presentarsi, nell’immagine radiografica, sotto forma di puntini bianchi simulanti micro-calcificazioni patologiche.

L’esame andrebbe eseguito, preferibilmente, nella prima parte del ciclo mestruale quando minori sono l’addensamento e la tensione della ghiandola mammaria. Inoltre, in questa fase, c’è la certezza che la donna non sia incinta. Infatti, sebbene le radiazioni emesse dai mammografi di ultima generazione siano a bassissimo dosaggio, non si può escludere un rischio teratogeno per il feto, in particolar modo nei primissimi mesi di gravidanza.

Dove e come si esegue la mammografia

La mammografia si può eseguire presso gli ospedali che dispongono di strumentazioni adeguate o presso centri sanitari attrezzati e in regola con le disposizioni relative ai gabinetti radiologici. Allo scopo di favorire il ricorso alla mammografia come strumento di screening, in occasione di campagne per la prevenzione di tumori al seno, molti ospedali, centri oncologici, gruppi di operatori sanitari, sostenuti da associazioni di volontariato, eseguono l’esame su centri mobili opportunamente attrezzati.

La mammella è un organo costituto da tessuto fibro-ghiandolare immerso nel tessuto adiposo. Questa sua conformazione la rende particolarmente adatta ad una indagine radiografica e alla identificazione di alterazioni anche millimetriche del suo tessuto. Infatti, diversamente dalle ossa che assorbono gran parte delle radiazioni e per questo appaiono bianche sulla radiografia, i tessuti molli (muscoli, grasso, organi), facilmente penetrabili ai raggi X, si presentano in varie tonalità di grigio a seconda della loro consistenza: ciò permette l’individuazione di formazioni patologiche che si presentano con una struttura diversa rispetto al tessuto circostante.

Con la moderna mammografia digitale, le cosiddette lastre – dove un tempo venivano impresse e poi stampate le immagini – sono sostituite da componenti elettronici che convertono i raggi X in immagini mammografiche trasmesse direttamente su computer per la lettura da parte del radiologo e per la conservazione a lungo termine. Questo sistema, molto simile a quello delle fotocamere digitali, consente di ottenere immagini di migliore qualità con una dose inferiore di radiazioni.

Come viene eseguito l’esame e quanto dura

Un tecnico radiologo posiziona il seno sulla apposita piattaforma dell’unità mammografica e lo comprime gradualmente con una paletta di plastica trasparente. Questa procedura può provocare dolore, che tuttavia permane solo per il tempo necessario all’espletamento dell’esame. La compressione della mammella è necessaria perché permette di uniformare lo spessore dell’organo in modo da visualizzarlo nella sua interezza e comporta una minore dose dei raggi X e una maggior qualità dell’immagine in quanto viene esaminato uno strato più sottile di tessuto.

Nella mammografia di screening vengono acquisite due inquadrature: una in direzione testa-piedi e una latero-laterale. L’esame di screening dura complessivamente dai 5 ai 10 minuti ed è condotto dal tecnico radiologo.

La mammografia clinica, invece, può richiedere un numero maggiore di proiezioni, tra cui quelle ingrandite per lo studio e l’approfondimento di particolari. Necessita della presenza del medico e può associarsi a visita senologica e ad esame ecografico.

Mammografia: quando farla

La mammografia non presenta particolari controindicazioni. Nelle donne sotto i 40-45 anni di età può risultare meno leggibile rispetto all’ecografia e ciò a causa della densità della ghiandola mammaria.

Si esegue la mammografia clinica ogni qualvolta, indipendentemente dall’età, si presentano anomalie della mammella, rilevate dal medico o dalla paziente stessa, allo scopo di valutarne la natura. Si esegue la mammografia di screening, fondamentale per la diagnosi precoce perché può svelare alterazioni del tessuto mammario diversi anni prima della valutazione clinica, con cadenza biennale in donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, secondo le indicazioni delle linee guida internazionali per la prevenzione del cancro al seno, riprese ed adottate dal Ministero della Salute Italiano. La partecipazione allo screening con questa frequenza e modalità riduce la mortalità del 30%.

Diverse istituzioni, soprattutto negli Stati Uniti, raccomandano l’inizio dello screening a partire dai 40 anni con cadenza annuale o biennale, ma non vi è accordo sull’utilità di questa procedura. Infatti, al di sotto dei 50 anni, la struttura della mammella è ancora molto densa, pertanto non facilmente penetrabile dai raggi X e con conseguente sensibile riduzione di capacità diagnostica dell’esame mammografico. La maggior parte degli studi non ha registrato diminuzione di mortalità nel caso di donne sottoposte a screening in età compresa tra i 40 e i 50 anni.

L’allungamento della vita e il protrarsi di un buono stato di salute, unitamente all’efficacia diagnostica, hanno indotto i ricercatori a ritenere vantaggiosa l’estensione dell’età di screening fino a 74 anni. Però, anche sui benefici di questa strategia non si hanno dati convincenti.