Il rapporto tra bambini e natura è stato oggetto dell’interesse di molti studiosi in quanto comporta infinite potenzialità educative.
Da Rousseau a Maria Montessori, infatti, molti studiosi hanno rivelato che il legame speciale che può nascere tra i bambini e la natura è stato al centro di concezioni pedagogiche.

Ma cos’è rimasto di questo legame tra i bambi e la natura ai giorni nostri?

In una ricerca del 2013 condotta dalla rivista In a Bottle tra 1400 mamme italiane, ha fatto emergere un dato preoccupante: circa un bambino su 2 non ha alcuna nozione base sulla natura e non ha idea dell’origine naturale degli alimenti.
Una preoccupazione che va di pari passo con la costante e progressiva diminuzione della fauna selvatica in vari Paesi del mondo.
Dunque, i bambini che abitano in contesti urbani sempre meno opportunità di venire a contatto con l’ambiente e con la fauna naturale.

Far conoscere ai più piccoli l’origine naturale del cibo, degli elementi, dell’energia, il mondo animale e il legame che indissolubilmente lega l’azione umana alla salubrità del pianeta è fondamentale: è la base su cui fondare il mondo di domani, garantendo che vi siano anche in un futuro lontano delle persone che si prenderanno cura del mondo naturale e delle specie selvatiche.
Avvicinare i bambini alla natura significa dare loro uno strumento in più per vivere in un mondo migliore.
Ma come può avvenire tutto ciò in un mondo ipertecnologico come quello attuale?

L’importanza della natura per i bambini

Sta a noi adulti, dunque, andare alla ricerca di situazioni ed azioni che mettano i bambini a contatto con la natura.
Il contatto tra bambini e natura e le attività da poter vivere al di fuori delle mura degli edifici hanno benefici a tutti i livelli: sono istruttivi, migliorano la salute fisica e l’emotività, le abilità sociali e quelle personali, aiutano a sviluppare interessi sani e partecipativi.
Interessante a questo scopo, è anche riprendere criticamente il concetto di educazione ambientale di Maria Montessori: educazione ambientale non vuol dire solo insegnamento di nozioni sull’ambiente e sulla sua tutela, ma significa sforzo attivo per far nascere nel bambino un interesse verso l’ambiente.
Dunque, è importante che il bambino si senta parte di un ambiente vivido, vivo, dinamico e pulsante.

Il bambino non deve imparare didascalicamente nozioni sulla natura, ma imparare direttamente dalla natura grazie alla propria esperienza: i legami tra le cose, la pazienza, la curiosità, la perseveranza.

Un’ottima possibilità per permettere ai bambini che vivano le emozioni della natura è quella di far fare loro dei campi estivi legati a questo tema. Sarebbero senza dubbio un modo per imparare e divertirsi in compagnia, in un contesto sano, stimolante e istruttivo.

Attività per aumentare il legame tra bambini e natura

In alternativa, possiamo essere noi adulti a proporre ai bambini attività in grado di scaturire in loro forti emozioni legate alla natura. Tra queste vi proponiamo:

  • Andare alla ricerca di erbe, farfalle, insetti;
  • “Caccia all’albero”: vince il primo che trova una quercia;
  • Alla ricerca di fiori e piante: quanti ne hai trovati, di che specie;
  • Raccogliere castagne durante il periodo autunnale e preparare insieme al bambino un dolce a base di castagne;
  • Andare in un agriturismo il week-end e far scoprire il mondo degli animali delle fattorie al piccolo