Vediamo qui di seguito cosa si intende per lavori stagionali e quali particolarità hanno nella gestione dei contratti a tempo determinato.

Contratto per lavori stagionali: quali attività vi rientrano

I lavori stagionali estivi o invernali dovrebbero essere individuati attraverso un apposito decreto ministeriale, ad oggi inesistente. Fino alla sua adozione si fa riferimento alla tabella allegata al DPR. n. 1525/63 che riporta 52 attività, tra le quali troviamo anche:

  • Fiere ed esposizioni;
  • Produzione di vino;
  • Raccolta e spremitura delle olive.

Dal momento che il Decreto risale al 1963 (anni in cui il tessuto produttivo italiano era diverso da quello attuale) e contiene attività specifiche (scorzatura del sughero e produzione di liquirizia per citare alcuni esempi), l’individuazione delle attività stagionali può avvenire anche da parte dei contratti collettivi.

Il CCNL Impianti sportivi e palestre con riguardo ai limiti per l’attivazione dei contratti a termine individua come stagionali quelle imprese che nell’anno interrompono la propria attività per un periodo continuativo non inferiore a 60 giorni. Un esempio sono le piscine all’aperto chiuse nei mesi invernali e primaverili.

Il CCNL Logistica, trasporto, merci e spedizione stabilisce che il ricorso al lavoro stagionali è possibile oltre che per le ipotesi individuate dal DPR. n. 1525/63 anche per quei lavori concentrati in determinati periodi dell’anno e chiamati a rispondere all’intensificazione della domanda per eventi climatici o ricorrenze religiose. Ad esempio trasporti:

  • legati al settore agricolo;
  • legati a consumi concentrati in determinati periodi dell’anno;
  • per i flussi turistici;
  • di combustibili nel mesi invernali (da novembre ad aprile).

Anche il CCNL Metalmeccanici – industria identificati come stagionali oltre alle attività indicate dal DPR del 1963 quelle caratterizzate da un’intensificazione dell’attività in limitati (massimo 6 mesi) e determinati periodi dell’anno, definiti a livello aziendale.

Contratto per lavori stagionali a tempo determinato: come funziona

L’ambito su cui ha maggior impatto la stagionalità è certamente quello dei contratti a termine.

Una prima agevolazione per i lavori stagionali è l’esclusione delle causali. Il Decreto dignità impone ai contratti che eccedono i 12 mesi ovvero in tutti i casi di riassunzione (cosiddetti rinnovi) che gli stessi siano giustificati da almeno una delle seguenti causali:

  • Esigenze temporanee e oggettive estranee all’attività ordinaria dell’azienda ovvero sostitutive di altri dipendenti;
  • Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non preventivabili dell’attività ordinaria.

Ebbene, il regime delle causali è escluso per le attività stagionali, ovverosia quelle individuate dal DPR. del 1963 o dai contratti collettivi.

Durata massima del contratto di lavoro stagionale

I contratti a termine stagionali scontano condizioni agevolate anche per quanto riguarda la durata massima. Con il Decreto dignità i rapporti a termine del lavoratore con la medesima azienda per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale non possono superare i 24 mesi. Se il limite viene superato il rapporto si trasforma a tempo indeterminato dalla data in cui si oltrepassano i 24 mesi.

Eccezion fatta per i contratti a termine stipulati per lo svolgimento di attività stagionali: qui il limite dei 24 mesi non si applica.

Inoltre come ha sottolineato il Ministero del lavoro (risposta ad interpello n. 15/2016) se tra azienda e dipendente sono intercorsi rapporti “ordinari” e attività stagionali, queste ultime non si considerano nel limite dei 24 mesi.

Apprendistato stagionale

La disciplina sull’apprendistato (Dlgs. n. 81/2015) prevede per le aziende che svolgono la loro attività in cicli stagionali la possibilità per i CCNL di prevedere particolari modalità di svolgimento del rapporto anche a tempo determinato.

Ad esempio il CCNL Turismo – industria consente lo svolgimento dell’apprendistato in più stagioni a mezzo stipula di contratti a tempo determinato, l’ultimo dei quali dovrà avere inizio entro 48 mesi di calendario dalla prima assunzione.

Questo rappresenta una deroga rispetto alla disciplina generale dell’apprendistato in cui il rapporto si svolge senza alcuna interruzione fino alla scadenza.