La lampada abbronzante è un metodo molto gettonato per avere una pelle dorata già prima di andare al mare. Vediamo insieme cosa c’è da sapere e quali tipologie di lampada abbronzante usata o nuova è possibile trovare sul mercato.

Lampada abbronzante per il viso

Una lampada abbronzante per il viso può essere di varie tipologie: trifacciale, quadrifacciale e, addirittura, esafacciale. Questo significa che all’interno della macchina che produce la luce abbiamo tanti filtri (e dunque tante lampade) quanti riportati nel nome. Quindi nella trifacciale avremo 3 lampade dedicate con filtro, nella quadrifacciale 4 e così via..
Le lampade viso di ultima generazione hanno la possibilità di aggiustare la distanza tra la lampada ed il soggetto che intende esporsi alla luce di questa attraverso meccanismi di movimento della poltroncina o dello schienale. In questo modo chi vuole usufruire della lampada abbronzante per il viso potrà avvicinarsi o allontanarsi dal punto di luce o ancora di alzare o abbassare la struttura che porta la lampada.
Le lampade viso possono interessare solo la zona del volto ma anche comprendere il decoltè. Vi sono alcune lampade viso che addirittura arrivano fino alla zona sopra i pantaloni.
Si può trovare in commercio anche delle lampade viso provviste di una lampada mani, abbastanza blanda, per dare una leggera abbronzatura alla zona. In questo modo si andrà ad evitare l’antiestetica discromia tra viso abbronzato e mani bianche.

Lampada abbronzante per il corpo

Per quanto riguarda invece, una lampada abbronzante usata oppure nuova che permetta a tutto il corpo di prendere colore, vi sono due tipologie di lampada integrale.
La prima tipologia è quella della lampada abbronzante per il corpo a doccia. Queste sono molto pratiche e permettono un’abbronzatura integrale.
Per poterla usare si sta in piedi, proprio come quando ci si fa la doccia normale, al centro in modo che la luce delle lampade colpisca ogni parte del corpo.
Ce ne sono di tantissimi tipi: a colonna con viso dedicato, completamente chiuse, aperte (dette anche anti-panico) e con tante altre caratteristiche.
Quella della lampada abbronzante corpo a doccia è un’esposizione considerata “igienica” in quanto non prevede che il corpo venga appoggiato al macchinario.

La seconda tipologia è quella delle lampade lettino. Queste sono più comode dal momento che permettono una posizione “sdraiata”. Inoltre, data la particolarità della postura che predispone all’abbronzatura, sono le esposizioni che abbronzano meglio. Se a bassa pressione i tempi di esposizione sono lunghi, si può arrivare fino a 40 minuti in tutto, 20 per parte. Con l’alta pressione,invece, i tempi si accorciano notevolmente.
Esistono comunque anche dei lettini forniti di lampade a 360° per un’abbronzatura ottimale senza la necessità di girarsi e cambiare posizione.
Proprio per questa loro caratteristica, i lettini a 360° dimezzano i tempi di esposizione; il piano su cui ci si sdraia è composto da un materiale trasparente attraverso cui passano i raggi e che garantisce una perfetta abbronzatura. L’igiene è mantenuta tramite il cambio per ogni seduta di una pellicola igienica trasparente, propria per questi lettini.

Quali sono i rischi?

I dispositivi per l’abbronzatura artificiale, quali lampade, lettini e docce solari presenti nei saloni di bellezza a scopo cosmetico/estetico, nelle palestre ma anche in ambiente domestico sono dotati di speciali lampade che emettono radiazione ultravioletta (UV).
Il loro uso è molto diffuso tra la popolazione. E questo avviene soprattutto all’inizio dell’estate in modo da esibire un po’ di tintarella alle prime uscite in spiaggia o per “preparare la pelle” al fine di prevenire le scottature solari. Ma queste vengono usate anche successivamente in per mantenere l’abbronzatura anche durante l’inverno.

La convinzione che l’uso delle lampade abbronzanti possa prevenire i danni causati dalla radiazione solare è errata dal momento che la protezione fornita dall’abbronzatura artificiale è equivalente all’utilizzo di una crema protettiva con un fattore di protezione non superiore a 3, o è addirittura nulla se l’abbronzatura è stata ottenuta con lampade che emettono prevalentemente radiazione UVA.
Inoltre, è anche stato ipotizzato che i lettini abbronzanti aiutino ad alleviare i disturbi (sintomi) relativi al disordine affettivo stagionale (depressione stagionale), ma non ci sono prove convincenti che ciò accada.

Altro ruolo positivo attribuito ai dispositivi abbronzanti è quello di stimolare l’organismo a produrre la giusta quantità di vitamina D (benefica per ossa, muscoli e sistema immunitario), in particolare in inverno, quando l’esposizione alla luce solare è limitata.
In realtà, l’esposizione all’aria aperta del viso e delle mani per brevi periodi è sufficiente alla produzione di questa importante vitamina, grazie alla posizione geografica dell’Italia e a una dieta che preveda anche pesci grassi, uova e funghi. Dunque, non c’è alcun bisogno di ricorrere all’abbronzatura artificiale: anche in caso di carenza di vitamina D esistono delle vie meno pericolose per ripristinarne il giusto fabbisogno.

Le lampade abbronzanti emettono radiazioni ultraviolette A e B (UVA e UVB) in proporzione diversa a seconda del tipo: alcune hanno una composizione simile alla radiazione solare, altre emettono prevalentemente radiazione UVA.
Per quanto riguarda le radiazioni UVB, queste sono più efficaci sia nel generare l’abbronzatura sia nel provocare le scottature, ma entrambi i tipi di radiazioni possono danneggiare la pelle.
Di conseguenza, sia una eccessiva e sconsiderata esposizione al sole, sia l’uso continuato di dispositivi abbronzanti possono portare a conseguenze per la salute che possono manifestarsi anche a distanza di molti anni dall’esposizione.

I dispositivi abbronzanti non devono essere confusi con le lampade UV, di differente tipologia, utilizzate sotto controllo medico a scopo terapeutico per curare alcune malattie della pelle. L’utilizzo dei dispositivi abbronzanti non può avere finalità curative, tanto che la legge italiana vieta che vengano vantati effetti benefici.